Unità Pastorale

VISITA PASTORALE

Ufficio Comunicazioni Sociali – Indicazioni alle parrocchie

Reverendissimo Signor Parroco,

i fedeli della sua comunità parrocchiale sono invitati ad incontrare l’Arcivescovo, attenendosi alle indicazioni espresse nella Lettera pastorale Cresce lungo il cammino il suo vigore: «Le mie intenzioni sono di visitare le comunità pastorali e le parrocchie incontrando il Consiglio pastorale parrocchiale o di comunità pastorale e vivendo una celebrazione in ogni parrocchia” (La visita pastorale, 4.1)».

In preparazione alla visita pastorale, l’Arcivescovo desidera che venga recitata la Preghiera per la Chiesa di Milano da lui composta in occasione dell’ingresso in Diocesi. L’immagine può essere ritirata in curia in orari di ufficio; il testo della preghiera è scaricabile dal portale www.chiesadimilano.it/visitapastorale.

Per meglio predisporsi ai diversi momenti della visita i fedeli che lo desiderano sono invitati a condividere con l’Arcivescovo – così come già il Consiglio pastorale farà in occasione della visita pastorale – alcune brevi riflessioni, attenendosi alle indicazioni contenute nella Lettera del cardinale Angelo Scola, a conclusione della sua visita pastorale e facendo riferimento al ‘passo da compiere’ segnalato ad ogni comunità.

In modo particolare al parroco è chiesto di far presente per tempo ai fedeli di inviare delle brevi riflessioni all’Arcivescovo,verificando come di fatto sono stati affrontati in parrocchia queste tematiche: 1) viene obiettivamente curata la S. Messa domenicale? Viene concretamente favorita la preghiera feriale? 2) l’azione pastorale della parrocchia è attenta a sostenere la vocazione di ciascuno, in modo particolare la pastorale giovanile? 3) Il clima di fede che si respira in parrocchia si traduce in vita buona, in iniziative culturali che toccano davvero la vita della gente? 4) Si tenga presente infine come si sta attuando il “passo da compiere”, che era stato proposto.

Le riflessioni andranno inviate alla mail visitaarcivescovo@diocesi.milano.it entro la settimana precedente la visita.

Si ricorda che all’inizio della celebrazione eucaristica sarà consegnata da parte dell’Arcivescovo la “lampada vocazionale, mentre al termine sarà distribuita ai nonni la Regola di vita e ai chierichetti una copia della rivista La Fiaccolina.

Cordiali saluti, don Walter Magni, Responsabile Ufficio Comunicazioni Sociali Portavoce Arcivescovo

 

PREGHIAMO PER LA VISITA PASTORALE

PREGHIERA PER LA CHIESA DI MILANO

«Padre nostro che sei nei cieli, venga il tuo regno:ispira la nostra Chiesa perché, insieme con il suo Vescovo attenda, invochi, prepari la venuta del tuo Regno. Concedi alla nostra Chiesa di essere libera, lieta, unita,  per non ripiegarsi sulle sue paure e sulle sue povertà, e ardere per il desiderio di condividere la gioia del Vangelo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà:manifesta anche nella vita e nelle parole della nostra Chiesa e del suo Vescovo il tuo desiderio che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza  della verità.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome:
 la bellezza del nostro celebrare, l’amore che unisce i tuoi discepoli,  l’audacia nel costruire un convivere fraterno rendano intensa la gioia, coraggioso il cammino,
limpida la testimonianza per annunciare che la terra è piena della tua gloria».

 

PROGRAMMA

Mercoledì, 14 agosto 2019

Ore 08.30 Partenza da Pagnona in elicottero per Chiarino.

Ore 08.45 Chiarino: accoglienza e incontro con gli alpigiani presenti.

Ore 09.30 Partenza per Fraina in elicottero.

Ore 09.45 Fraina: accoglienza e recita delle Lodi mattutine. Al termine incontro con gli alpigiani.

Ore 10.30 Partenza a piedi per Caprecolo.

Ore 11.00 Caprecolo: accoglienza e incontro con gli alpigiani presenti.

Ore 11.30 Partenza per Rasga in elicottero.

Ore 11.45 Rasga: recita dell’Ora media. Al termine incontro con gli alpigiani.

Ore 12.30 Pranzo con la minestra del Past.

Ore 14.30 Partenza per Premaniga in elicottero.

Ore 14.45 Premaniga: accoglienza e incontro con gli alpigiani.

Ore 15.30 Premaniga: recita dei Vesperi.

Ore 16.00 Rientro a Pagnona. Trasferimento in auto a Premana.

Ore 16.45 Visita alla casa di riposo.

Ore 17.30 L’Arcivescovo arriva al cimitero di Premana per una visita privata accolto dal Parroco e da un gruppo di parrocchiani. Terminata la preghiera in ci mite ro corteo in auto verso la chiesa parrocchiale di Premana.

Ore 18.00 L’Arcivescovo presiede la S. Messa. Al termine consegna ai nonni la re gola di vita e saluta i chierichetti in sacrestia.

Ore 19.30 L’Arcivescovo incontra i Consigli pastorali e affari economici Di Premana e Pagnona presso il Barin.

Ore 20.30 Cena a buffet presso il Barin con la Cantoria, i Consigli pastorali e affari economici delle Parrocchie dell’Unità Pastorale.

In caso di pioggia il programma della visita subirà dei cambiamenti

 

Venerdì, 16 agosto 2019

Ore 08.30          L’Arcivescovo arriva al cimitero di Pagnona per una visita privata accolto     dal      Parroco e da un gruppo di parrocchiani. Terminata la preghiera in ci  mitero, corteo a piedi verso la chiesa parrocchiale di Pagnona.

Ore 08.45 L’Arcivescovo arriva alla chiesa parrocchiale e presiede la recita delle Lo di mattutine. Al termine consegna ai nonni la regola di vita e saluta i chierichetti in sacrestia.

Ore 10.00 Partenza per Subiale.

Ore 10.30 Subiale: accoglienza e S.Messa.

Ore 12.30 Pranzo con gli alpigiani

Ore 14.00 Partenza per Deleguaggio in elicottero e incontro con gli alpigiani presenti.

Ore 15.00 Partenza per la valle dei Forni in elicottero – sosta a Solino e incontro con gli alpigiani di Solino e Piancalada.

Ore 15.30 Forni: accoglienza e processione con recita del S.Rosario verso Casarsa: recita dell’Ora media e incontro con gli alpigiani.

Ore 17.00 Partenza per Barconcelli in elicottero incontro con gli alpigiani e recita dei Vesperi.

Ore 18.00 Rientro a Pagnona in elicottero.

In caso di pioggia il programma della visita subirà dei cambiamenti

RESOCONTO REDATTO DALL’UNITA’ PASTORALE E CONSEGNATO ALL’EQUIPE PER LA SACRA SCRITTURA PRIMA DELLA VISITA PASTORALE:

Relazione UP Premana-Pagnona – documento completo

Relazione UP Premana Pagnona – sintesi


La situazione è occasione»,

lettera pastorale 2019-2020

 

Il testo dell’Arcivescovo – il sottotitolo è «Per il progresso e la gioia della vostra fede» – si richiama all’Epistola di Paolo ai Filippesi e comprende sei Lettere che accompagneranno i fedeli nei diversi momenti dell’anno liturgico. È disponibile da lunedì 8 luglio nelle librerie.

«La situazione è occasione». La proposta pastorale dell’Arcivescovo rivolta ai fedeli dell’Arcidiocesi per l’anno 2019-2020 è diversa dalle consuete Lettere pastorali: il perché di questa scelta lo spiega lo stesso Arcivescovo.

Per quale motivo la proposta pastorale di quest’anno assume la forma di sei lettere per altrettanti tempi liturgici?
Il motivo è l’intuizione, che peraltro è iscritta da sempre nella vita della Chiesa, che il vero percorso pastorale sia quello segnato dai tempi liturgici e che, quindi, è più opportuno interpretare ciò che ogni tempo ci suggerisce, rispetto al sovrapporre una tematica complessiva che copra tutto l’anno.

Di complessivo, tuttavia, vi è l’icona biblica di riferimento, la Lettera ai Filippesi di San Paolo, allegata al suo testo e da cui è tratta l’espressione del sottotitolo, «Per il progresso e la gioia della vostra fede». Per Paolo «la situazione si è rivelata occasione». Ci sono anche per noi, nel nostro mondo, situazioni che si rivelano occasioni provvidenziali?
Questo è proprio il senso del kairòs, dell’occasione e, cioè, che ogni situazione, di per sé, possa essere un’occasione. Occasione perché lo Spirito di Dio opera nella vicenda umana risvegliando il desiderio della salvezza, l’intraprendenza per costruire il bene e il rammarico per il male. È lo Spirito che trasfigura una situazione – da qualcosa di determinato, di condizionante e da subire – in occasione, ossia in un contesto nel quale la libertà può esprimersi, l’amore può essere fecondo, la cura per il Vangelo può trasformarsi in iniziativa, in proposta, in annuncio.

Come convincere i nostri contemporanei che, davvero, la gloria di Dio riempie la terra – il suo motto episcopale è anche il punto di partenza dello scritto -, nonostante le tante ingiustizie che attraversano il mondo? Si colloca in questo orizzonte la sottolineatura della Chiesa come missione, nella prima lettera per il Mese missionario straordinario di ottobre?
L’espressione «La terra è piena della gloria di Dio» non è una descrizione, come quella di chi narra il bene che esiste: è, invece, la chiamata a una responsabilità. La gloria del Signore non è una sorta di “parola magica” che sistema tutto e che, quindi, crea un mondo di fiaba in cui tutto va bene. La gloria del Signore riempie la terra perché lo Spirito di Dio abita in tutti i cuori, in tutte le persone, ed è tale amore che rende capaci di amare. È questo che voglio dire con l’espressione «la gloria di Dio riempie la terra».

Questa proposta arriva dopo le prime due Lettere pastorali del suo episcopato. C’è una linea conduttrice, un “filo rosso”, in questo cammino del suo magistero?
In realtà il collegamento è che le insistenze sono sempre quelle essenziali della Pastorale. Lo sguardo rivolto al compimento – alla Sposa dell’Agnello -, l’idea che la vita sia un percorso, che la Chiesa sia un popolo in cammino che coglie, per questo, ogni situazione come occasione, mi sembrano temi coerentemente legati dal desiderio di vivere il presente come grazia, nella prospettiva di un compimento che il Signore non fa mai mancare a coloro che si affidano alla sua promessa.

Filippi è la prima città d’Europa in cui Paolo ha annunciato il Vangelo, «non senza fatica e resistenze». La scelta di riferirsi alla Lettera ai Filippesi indica una particolare percezione, da parte sua, della necessità di evangelizzare o ri-evangelizzare l’Europa?
È necessario che il Vangelo risuoni ancora, a Filippi come in ogni parte d’Europa, come una parola amica e provvidenziale, non come un appello, una presentazione dei doveri o una denuncia di problemi. In particolare, la Lettera ai Filippesi si apre con la confidenza di Paolo che dice: «Io sono in carcere». Dunque, in una situazione precaria e densa di minacce. Però l’apostolo aggiunge subito: «Bene: anche questa situazione in pratica è diventata un’occasione per il Vangelo, perché io ho detto a tutti che il motivo per cui sono in carcere è Gesù Cristo e così tutto il Palazzo del Pretorio risuona del nome di Cristo e tutti sanno che sono qui per questo».

Lei sottolinea che il rinnovo dei Consigli pastorali e degli Affari economici va vissuto in prospettiva missionaria. Nel prossimo anno ci saranno anche le riflessioni sul rinnovamento della vita degli Oratori e la struttura del Decanato. In quale luce unitaria affrontare questi appuntamenti?

A seconda dei tempi liturgici, ho cercato di indicare qualche applicazione o di richiamare qualche bisogno di correzione in ciò che normalmente facciamo. Quello che mi sembra offra un’unitarietà è la fiducia nella possibilità di vivere anche gli adempimenti, diciamo istituzionali, a servizio dell’annuncio del Vangelo. Il rinnovo dei Consigli pastorali e la riflessione sull’oratorio – ed eventualmente su qualche evento riguardante i giovani con la ricezione dell’Esortazione apostolica Christus vivit -, deve essere inteso a servizio dell’evangelizzazione, cioè di una buona notizia che rende la terra abitabile e rivela che la gloria di Dio la riempie.

Nella lettera per la Quaresima, lei ritiene «doveroso che, nella comunità cristiana, si promuovano occasioni di confronto per approfondire i temi della Dottrina sociale della Chiesa». Se ci fosse una maggiore conoscenza di tale Dottrina, anche la partecipazione dei cristiani alle responsabilità socio-politiche potrebbe diventare più matura?
Il mio intento, in occasione della Quaresima, è quello di insinuare domande sul modo che abbiamo di vivere, di lavorare, di distribuire la ricchezza, di affrontare il tema della giustizia. Nella mia proposta pongo semplicemente delle domande, indicando appunto la Dottrina sociale della Chiesa come una possibile risposta. Si tratta, quindi, soltanto di un invito ad avviare una riflessione partendo da una rivisitazione di testi, in particolare, dell’Enciclica Laudato si’ di papa Francesco, che è l’ultimo intervento sistematico sul tema della Dottrina sociale. Sono convinto che è necessario riappropriarsi della Dottrina sociale della Chiesa, perché ci sono interrogativi a cui è difficile che un credente possa non rispondere. Per questo, invito i cristiani – secondo le loro competenze e responsabilità – a farsi avanti. Che questo possa motivare all’impegno politico o a iniziative di carattere sociale, me lo auguro e credo che molti potrebbero trarre spunto dalla lettera della Quaresima per immaginare iniziative operative e promettenti per il futuro.

Il 7 luglio di due anni fa veniva annunciata la sua nomina ad Arcivescovo di Milano. Se dovesse dire una parola di sintesi come bilancio di questi 24 mesi, cosa direbbe?

Ne direi tre: ammirazione per questa Chiesa ambrosiana, per coloro che la servono e per il bene che si fa da parte di molti; la mia impressione di dover ancora imparare a fare l’Arcivescovo di Milano e la gratitudine per i miei collaboratori.


AUGURI A TUTTI VOI PER UNA SANTA PASQUA.

CRISTO E’ RISORTO, CRISTO E’ VERAMENTE RISORTO!

Alleluia,  Alleluia, Alleluia!

“Alleluia, parola ebraica universalmente nota, che significa “Lodate il Signore”. Nei giorni del tempo pasquale questo invito alla lode rimbalza di bocca in bocca, di cuore in cuore. Riecheggia a partire da un avvenimento assolutamente nuovo: la morte e risurrezione di Cristo. Cari fratelli e sorelle, lasciamo che l’alleluia pasquale si imprima profondamente anche in noi, così che non sia soltanto una parola, ma l’espressione della nostra stessa vita: l’esistenza di persone che invitano tutti a lodare il Signore e lo fanno con il loro comportamento da “risorti”.


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Venerdì 11 gennaio – Ol dì ‘lla nèef
FESTA SOLENNE DI RINGRAZIAMENTO

11 gennaio 1863 – 11 gennaio 2019:

156° anniversario “della festa della neve”

“L’undici gennaio 1863, giorno di domenica, tutta la popolazione di Premana si trovava devotamente raccolta per le Funzioni Parrocchiali in Chiesa. D’un tratto, come scosse da violento terremoto, traballarono le mura. Sfondate le porte, infranti i vetri, parve un momento che tutto l’edificio crollasse: una enorme valanga si era abbattuta contro la Chiesa. Quasi sospinta da arcana irresistibile forza, il popolo in preda al terrore, si trovò stretto intorno all’Altare, dove il vecchio Parroco Don Pietro Acerboni finì a stento la Messa assistito dal Coadiutore Don Antonio Carissimo. Parve a tutti miracolo che nessuno rimanesse vittima dell’immane valanga.” L’undici gennaio rimase da quell’anno sacro alla riconoscenza verso il Signore.

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Buon Natale!!!

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Ti stiamo aspettando Gesù

Ti stiamo aspettando Gesù.
Fa’ scendere la tua Parola su di noi.
Abbiamo tanto bisogno di te.
Tocca il nostro cuore, cambia il nostro stile di vita,
rendici più generosi, più autentici, più umani.
Ti stiamo aspettando Gesù.
Ti aspetta questa tua parrocchia.
Ti aspettano le nostre famiglie e i bambini,
i nostri anziani e gli ammalati.
Vieni presto, Signore Gesù!
Non tardare!
Aiutaci a condividere tra noi il pane del rispetto e dell’amicizia.
Donaci di spezzare con chi è solo il pane di una stretta di una mano;
Donaci di donare il pane della fiducia con chi è nella disperazione.
Gesù, ti stiamo aspettando.
Non tardare.
Amen

(Don Angelo Saporiti)

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